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Sapone artigianale all'olio di oliva della Palestina - "Acquadolce"
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Sapone artigianale all’olio di oliva della Palestina

17 marzo 2014

L’olio di oliva abita le nostre tavole da tempo immemore. Non tutti sanno però che è anche un principio di bellezza utilizzato fin nell’antichità, per nutrire la pelle e i capelli,rinforzare le unghie, per massaggiare gli atleti…lo usavano Greci, Fenici, Egizi e Romani. Queste antiche ricette stanno tornando attuali, e l’olio di oliva sta conoscendo una nuova stagione di prosperità nella cosmesi.

Per le produttrici di AOWA l’utilizzo dell’olio di oliva non è mai stata una moda, ma un principio millenario di salute e benessere, un modo per mantenere viva la terra che abitano, di sottrarla all’avanzata dell’occupazione e di utilizzare anche ciò che non può essere consumato sulla tavola o esportato.

Nei saponi che producono, l’olio di oliva la fa da padrone, garantendo una buona detersione, non aggressiva perché a base di sostanze simili a quelle della pelle. L’affinità dei grassi contenuti in questo olio con lo strato lipidico della pelle lo suggerisce come trattamento antinivecchiamento naturale, mentre la presenza di sostanze benefiche come la vitamina E e la vitamina A contrastano la secchezza e i radicali liberi, e il beta-carotene e l’acido linoleico rendono la pelle elastica e ne favoriscono i processi di cicatrizzazione.
Pochi sanno che questo olio contiene anche un componente detto squalene, che penetrando negli strati più profondi della pelle permette di riformare il film idrolipidico indebolito da detergenti aggressivi o dai raggi solari.

Le produttrici di AOWA hanno arricchito questa formula con oli essenziali di lavanda e di alloro, le cui proprietà erano conosciute già in epoca romana, utili non solo per donare una profumazione gradevole e del tutto naturale, ma anche e soprattutto per proteggere e lenire la nostra pelle.

Questo sapone dalla schiuma delicata e cremosa, privo di coloranti e conservanti, lascerà la vostra pelle morbida e profumata alle note aromatiche dell’ olio essenziale di alloro.

Le donne, il muro portante della società palestinese

Le donne sono tenute a seguire certi comportamenti in base alla tradizione, fare quello che ci si aspetta da loro in base alle regole dettate dalla società patriarcale, in Palestina come e più che in altri paesi, industrializzati e non. Con l’occupazione israeliana (prima e seconda Intifada) e le uccisioni che conseguono alla guerra che si sta svolgendo in Medioriente da decenni, lo scenario familiare è mutato. Molti uomini e capofamiglia sono stati incarcerati, dispersi, uccisi, e le terre espropriate e rese inabitabili. Come conseguenza, già sperimentata in altri conflitti, le dinamiche familiari sono cambiate, e le donne sono, anche agli occhi della società civile, il muro portante delle loro famiglie. Le difficoltà a trovare un lavoro nella società in cui sono inserite le ha spinte a usare quello che sapevano fare, e la terra che era loro rimasta per attivare soluzioni di sopravvivenza ed emergenza prima, costruzione di un futuro per loro e i loro figli poi. Grazie all’attività così intrapresa esercitano una valenza politica e per i diritti, innescando una rivoluzione silenziosa e inesorabile dell’organizzazione sociale. Silenziosa perché in particolare le donne delle piccole città e delle zone rurali hanno un ruolo nel “prendere decisioni” riguardo ai programmi di asili, produzione di cibo, laboratori di cucito.
Inesorabile perché i risultati raggiunti sembrano avere buone possibilità di essere permamenti.

Ecco alcuni esempi dei traguardi fin qui ottenuti, con energia e volontà di cambiamento, raccontati direttamente dalle donne che lavorano nei progetti di AOWA (Association of Women’s Action for Training & Rehabilitation)
- non c’è più bisogno del permesso dell’uomo per ottenere documenti di viaggio
- c’è la possibilità di mantenere il nome da nubile dopo il matrimonio
- non è più necessario un accompagnatore maschio alle lezioni di guida
- è possibile l’apertura di un conto in banca ai figli a nome della madre, se il marito lo concede
- le vedove possono fare il passaporto ai loro bambini
- una trentina di donne hanno avuto accesso alle dirigenze politiche locali
- le donne incinte possono avere 3 mesi di maternità e avere una ora al giorno a loro disposizione dopo la nascita del bambino.

La collaborazione tra Altromercato e AOWA è iniziata nel 2008 con l’importazione di materia prima da utilizzare in alcune produzioni per la cosmesi. Solo dopo si è avviato il progetto di creazione di una filiera dei saponi artigianali all’olio di oliva, grazie al progetto di cooperazione attivato dalla cooperativa Ponte Solidale di Perugia, con la chiesa Valdese. Con il passare del tempo si è aggiunta la referenza tris di saponi artigianali all’olio di oliva. AOWA produce sapone naturale (shahad, sabon natural) fatto con olio di oliva, acqua e soda, bolliti al fuoco e fatto poi asciugare per due giorni. Il sapone viene prodotto in varie aree per il bisogno d’uso e per la vendita nel villaggio a scopo di aiuto all’auto sostentamento. È un antico lavoro legato alla coltura degli olivi, di tradizione femminile collettiva in cui sono coinvolti 12 i comitati che producono sapone. Si produce essenzialmente per uso e consumo della comunità e l’ eccedenza di prodotto grezzo viene inviata ad un centro AOWA ove altre donne si dedicano al packaging e al marketing per il mercato locale e per l’export una tantum.

Il 50% del prezzo pagato dal consumatore va direttamente al progetto di AOWA. L’acquisto di uno di questi saponi è un gesto concreto di appoggio alle finalità e attività di questa associazione; saponi che partono dalla Terra, dagli ulivi, che rappresentano una garanzia in Palestina che quella stessa terra non venga dichiarata incolta e sottratta alle famiglie che la abitano. Forse così si riuscirà a rendere stabilmente pacifica una zona martoriata e ancora ostinatamente divisa, rendendola di nuovo terreno di fertile serenità.

Per le produttrici di AOWA l’utilizzo dell’olio di oliva non è mai stata una moda, ma un principio millenario di salute e benessere, un modo per mantenere viva la terra che abitano, di sottrarla all’avanzata dell’occupazione e di utilizzare anche ciò che non può essere consumato sulla tavola o esportato.

Nei saponi che producono, l’olio di oliva la fa da padrone, garantendo una buona detersione, non aggressiva perché a base di sostanze simili a quelle della pelle. L’affinità dei grassi contenuti in questoolio con lo strato lipidico della pelle lo suggerisce come trattamentoanti nvecchiamento naturale, mentre la presenza di sostanze benefiche come lavitamina E e la vitamina A contrastano la secchezza e i radicali liberi, e il betacarotene e il lacido linoleico rendono la pelle elastica e ne favoriscono i processi di cicatrizzazione.
Pochi sanno che questo olio contiene anche un componente detto squalene, che penetrando negli strati più profondi della pelle permette di riformare il film idrolipidico indebolito da detergenti aggressivi o dai raggi solari.

Le produttrici di AOWA hanno arricchito questa formula con olii essenziali di lavanda e di alloro, le cui proprietà erano conosciute già in epoca romana, utili non solo per donare una profumazione gradevole e del tutto naturale, ma anche e soprattutto per proteggere e lenire la nostra pelle.

Questo sapone dalla schiuma delicata e cremosa, privo di coloranti e conservanti, lascerà la vostra pelle morbida e profumata alle note aromatiche dell’ olio essenziale di alloro.

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