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DA 19 LUGLIO 8 FAMIGLIE DI NETTUNO VIVONO SENZA ACQUA: DENUNCIATA ACQUALATINA

8 agosto 2017

Acqua chiusa al Condominio di via Liguria, 8 Nettuno, per tre volte di seguito, con una trattativa in corso con Acqualatina. L’ex amministratore del Condominio, Fabio Capolei, dipendente di Acqualatina, denunciato per appropriazione indebita. I funzionari di Acqualatina Vittorio Marzoli e Emanuele Arca, presentano documenti non conformi per la riscossione del credito vantato nei confronti del Condominio
Si profilano gli estremi di una truffa.
Acqualatina denunciata all’Autorità Giudiziaria.
Solidarietà e intervento del Comitato AcquaPubblica Anzio-Nettuno che chiede un’azione forte al Sindaco Casto.

Dal 19 luglio Acqualatina ha chiuso i rubinetti all’utenza idrica del condominio di Via Liguria, 8 Nettuno, scegliendo il periodo più caldo dell’anno per penalizzare i condomini e costringerli a vivere un’estate di disagi indescrivibili. Nel condominio abitano persone anziane, bambini, cardiopatici e disabili costretti senza un bene vitale, un diritto inalienabile, considerato merce di scambio dal gestore del Servizio Idrico. Questo è l’esempio lampante della privatizzazione di un bene comune, di un Servizio Pubblico che rispetta le logiche del mercato e del profitto. Ed è anche il frutto di una truffa, per altro denunciata all’Autorità Giudiziaria, cui Acqualatina sarà chiamata a chiarire molti passaggi.

Il fatto

E’ il 2008 quando il condominio di via Liguria 8, composto da 2 palazzine è gestito dall’Amministratore Fabio Capolei, conosciuto a Nettuno come ex consigliere comunale, nonché dipendente di Acqualatina, che con una mossa azzardata decide di dividere l’utenza dell’intero complesso in due utenze singole, una per ogni palazzina.
Nel primo condominio vengono installati dei contatori individuali, con il benestare di Acqualatina, per il secondo condominio, quello in questione, si prende tempo. Tutti i condomini presentano comunque domanda, l’Amministratore attiva un nuovo contratto condominiale con Acqualatina, peraltro molto discutibile, nella sua articolazione, senza comunicare nulla ai rispettivi condomini. Da quel momento il condominio non ha più ricevuto fatture da Acqualatina che dichiara di averle spedite all’Amministratore, suo dipendente. Nei bilanci condominiali redatti a fine anno, non risulta mai esplicitamente indicata la voce relativa alle spese idriche forse perché tale quota era presente nelle spese comuni condominiali messe a bilancio, ma a tutt’oggi non è stato ancora chiarito. Fatto sta che il Capolei, dipendente di Acqualatina, Amministratore del condominio di via Liguria 8, per tutti questi anni non ha mai messo a bilancio nessuna bolletta dell’acqua condominiale.

Nel 2014, a distanza di 6 anni i condomini scoprono che il condominio è debitore nei confronti di Acqualatina di un importo rilevante e soprattutto non giustificabile con il consumo idrico delle singole utenze. Acqualatina, a sua volta, con una mossa tempestiva decide di cambiare il contatore e contestualmente l’ormai famoso Amministratore si dimette dall’incarico proponendo al condominio come nuovo amministratore, il collega dott. Silvano Fumi. Il condominio decide immediatamente di dare mandato al nuovo Amministratore ad intavolare una trattativa con Acqualatina al fine di rendere più sostenibile per i condomini le quote da pagare visto che alcune famiglie non hanno un reddito sufficiente, ci sono persone disoccupate, anziane pensionate e con gravi problemi economici e di salute. Dall’inizio del 2015 il condominio sollecita più volte l’amministratore ad iniziare questa trattativa rassicurato dal fatto che comunque si sarebbe arrivati ad un accordo, nel frattempo il debito viene ripartito in quote a tutti i condomini per iniziare a dare un segnale di collaborazione ad Acqualatina. Tanto che da ottobre dello scorso anno alcuni condomini hanno pagato già il totale delle proprie quote, mentre altri, stretti dalle difficoltà hanno aspettato che la trattativa si formalizzasse. Ma a questo punto si scopre che il nuovo Amministratore, molto simile al precedente, non solo non ha mai preso contatti con Acqualatina ma addirittura ha utilizzato i soldi (versati dai condomini per le proprie quote dell’acqua) per pagare spese correnti del condominio e per altre cose per cui è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, insieme al Capolei, per falso e appropriazione indebita.

Ad aprile di questo anno Acqualatina, messa a conoscenza della denuncia contro i vecchi amministratori, senza alcun preavviso, riduce, a suo dire, la fornitura dell’acqua, lasciando intere famiglie in balia di una fantomatica trattativa in corso, con la stagione calda alle porte. I condomini disperati si rivolgono al Comitato AcquaPubblica di Anzio- Nettuno che si mobilita immediatamente preparando la documentazione necessaria alla contestazione di un atto abusivo e lesivo degli interessi e dei diritti inalienabili di questi sfortunati cittadini, soggetti ad una pesante violazione del Regolamento del SII, di norme e di leggi dello Stato. Acqualatina consente di riattivare la fornitura idrica ed il condominio inizia a verificare le condizioni della trattativa. Nel frattempo Acqualatina constata, subdolamente, che il contratto aperto dal suo dipendente ed ex Amministratore del condominio presenta delle inesattezze e, senza creare occasione di confronto, applica un aumento di tutte le fatture portando il debito complessivo da 21.000 euro a 27.000 euro. Pochi giorni dopo il Gestore decide nuovamente di “ridurre” il flusso idrico, senza alcun preavviso, violando nuovamente norme e regolamenti. La nuova Amministratrice che nel frattempo si è insediata nel condominio, tenta faticosamente di gestire la situazione e apre una nuova trattativa con il funzionario di Acqualatina Vittorio Marzoli che le intima di pagare senza ulteriori “perdite di tempo”, senza fornire alcuna documentazione, legalmente accettabile, comprovante questo famigerato debito. Insomma Acqualatina si arroga la pretesa della verità assoluta sulla parola.
Il condominio paga immediatamente una parte del debito con tutto quello che ha a disposizione ed Acqualatina riattiva di nuovo l’utenza a condizione di ricevere a breve un piano di rientro del debito. Si riapre quindi la trattativa con il Gestore rappresentato da Emanuele Arca del Servizio Clienti di Acqualatina, che, come gli altri, non fornisce una documentazione legalmente accettabile comprovante il credito vantato dal gestore. Comunque, il condominio, a dimostrazione della propria buona volontà, avanza ad Acqualatina una proposta di transazione che avrebbe garantito al gestore la riscossione del debito, rendendo i singoli utenti responsabili delle proprie azioni, e soprattutto avrebbe consentito, a chi ne aveva bisogno, di accedere ai fondi sociali e/o ad altre forme di assistenza che non sarebbero attivabili in caso di utenza condominiale. Ma Acqualatina rigetta la proposta, vuole solo i soldi e basta, usando come arma di ricatto la riduzione del flusso idrico. Questa soluzione è chiaramente inaccettabile poiché i condomini che hanno già pagato le loro quote (mai arrivate ad Acqualatina che sa anche il perché) sarebbero costretti a pagarle di nuovo, senza alcuna garanzia poiché nel caso in cui anche un solo condomino non paghi una singola rata tutto il processo risulterebbe vano.

Nel periodo più caldo dell’anno, per la 3° volta consecutiva e senza alcun preavviso, il 19 luglio viene attivato quello che Acqualatina chiama “riduzione” di flusso idrico che, invece, equivale ad una sospensione di fatto, visto che ai singoli condomini l’ acqua non arriva proprio.

Al condominio non resta altro che denunciare Acqualatina all’Autorità Giudiziaria per interruzione di pubblico servizio e, con il supporto tecnico-amministrativo del Comitato AcquaPubblica Anzio-Nettuno, decide di vederci chiaro su tutta la faccenda che comincia delinearsi con i contorni e le caratteristiche della truffa.
Adesso attendiamo un pronunciamento e l’immediato intervento del Sindaco e dell’intera Amministrazione Nettunese, sia come massima autorità sanitaria del Comune sia per ripristinare la legalità calpestata da Acqualatina e difendere i diritti e gli interessi dei propri cittadini. Non solo perché l’acqua è un diritto e non una merce, ma perché il comportamento del Gestore è fuori da ogni norma e regolamento e al limite dell’illecito amministrativo e va sanzionato.

Nettuno 7/08/2017 Comitato AcquaPubblica Anzio-Nettuno

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