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APPELLO PER RAHMATULLAH HANEFI E PER EMERGENCY

25 aprile 2007

APPELLO PER RAHMATULLAH HANEFI E PER EMERGENCY

Rahmatullah Hanefi, dirigente dell’ospedale di Emergency a Lashkargah-Afganistan, potrebbe essere condannato a morte (se non già morto per le torture subite), dopo che a lui ha fatto ricorso il Governo italiano, tramite Emergency, per liberare il giornalista di Repubblica Mastrogiacomo.

Questa potrebbe essere l’infamante conclusione di una vicenda che ha dell’incredibile, kafkiana si è detto.
Dopo che il Governo italiano si è fatto portavoce presso l’ONU per la moratoria sulla pena di morte che ha visto vari esponenti governativi, a braccetto con quelli dell’opposizione, manifestare “con orgoglio” per quest’iniziativa; dopo che il Governo italiano ha investito 50 milioni di euro dei cittadini italiani, per assistere e organizzare l’ordinamento giudiziario dell’Afganistan; dopo che il Governo italiano ha usato, senza rischiare nulla, Emergency, che è l’unica organizzazione umanitaria che riesce a portare assistenza sanitaria, con i suoi ospedali autofinanziata, al popolo afgano, in una situazione di guerra che detto governo continua ostinatamente a chiamare “missione di pace”; dopo che il Governo italiano è stato messo lì da una coalizione di partiti del cosiddetto Centrosinistra, tra i cui parlamentari sono stati eletti esponenti dei movimenti pacifisti per i quali è stato espressamente chiesto il voto da partiti come il PRC, Verdi e PDCI, che hanno anche ministri e sottosegretari; ebbene questo Governo, che risulta ancora una volta essere forte con i deboli e debole con i forti, non riesce ad assumere nessun’iniziativa per denunciare una palese ingiustizia, una vergognosa violazione della Convezione internazionale sui diritti umani, un inqualificabile atto di illegalità che rischia di diventare fatale per un uomo, Rahmatullah Hanefi, e per la sua famiglia, non riesce nemmeno a balbettare una dichiarazione ufficiale di “disapprovazione dell’operato di un Governo “amico”, cui è stato offerto appoggio militare con dispiegamento di uomini e mezzi, appoggio logistico ed organizzativo con “dispiegamento” di istruttori, consulenti e somme di denaro, appoggio politico con “dispiegamento” di dichiarazioni, informazioni, ecc..

Dopo vari appelli a livello nazionale di esponenti politici associazioni, intellettuali e gente comune, nel nostro piccolo, lanciamo un “grande” appello agli esponenti politici di Anzio e Nettuno, in particolare del PRC, VERDI, PDCI e tutta la Sinistra cosiddetta Radicale, affinché prendano una posizione netta ufficiale e facciano pressioni “pesanti” su i loro rappresentanti provinciali, regionali e nazionali, per i quali si sono impegnati, in campagna elettorale, a raccogliere i voti per portarli al Governo del Paese, per la liberazione immediata di Rahmatullah Hanefi, senza se e senza ma, (come su suol dire) per l’appoggio e la solidarietà con Emergency, per una dichiarazione ufficiale del nostro Governo nei confronti del Governo Afgano e, se necessario ad interrompere la collaborazione in essere.

Noi, elettori, non sudditi, ma critici, se ciò non dovesse accadere, riterremo complici di un atto illegale e nel caso estremo, di omicidio premeditato, il Governo italiano, i partiti del Centrosinistra e tutti i loro rappresentati, nazionali e locali, nessuno escluso, e faremo pesare, anche se piccolo il nostro contributo politico in vista delle future elezioni e quant’altro.
Questa vicenda non può essere relegata solo a questione nazionale, ma investe la sfera della coscienza politica personale. Se esiste un barlume di etica, di giustizia, di solidarietà, siete pregati di tirarlo fuori e sbatterlo in faccia ai vostri dirigenti. Questo è il momento buono! Questo è un buon motivo!

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