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Sindrome italiana - "Acquadolce"
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Studio su satira politica e teatro epico

Sindrome italiana

13 luglio 2009

Mercoledì 15 luglio a Forte Sangallo a Nettuno, per la rassegna Teatro a Nettuno Punto zip dell’Associazione InProgetto verrà rappresentata Sindrome italiana, commedia satirica in prosa versi e musica, scritta e diretta da Fiorenzo Testa.

E’ in corso un processo per suicidio aggravato, mandato in diretta televisiva. Una voce fuori campo annuncia l’inizio dell’udienza e, l’esuberante giornalista inviata sul posto, spiega ai telespettatori cosa sta succedendo. Iniziano le arringhe del Pm e del difensore che chiama a deporre prima una medium, che entra in contatto con il morto e parlerà al suo posto, poi la moglie dell’imputato che racconta gli ultimi momenti di vita del marito. Dopo continui interventi brillanti di accusa e difesa , il giudice, che cerca di gestire con scrupoloso rigore l’intero procedimento e contenere anche gli interventi esuberanti del cancelliere e di una giuria popolare non sempre disciplinata, dichiara chiusa la seduta e si ritira in camera di consiglio per emettere la sentenza. Toccherà di nuovo alla scalpitante giornalista, condizionata dalla voce fuori campo–regia televisiva, annunciare l’imprevisto finale.

“Sindrome Italiana” è un breve atto unico di satira politica che si muove a partire da tre filoni di carattere morale e didascalico fondamentali, che sono poi tra loro collegati: l’intervento dello Stato sulle scelte di libertà intime e personali del cittadino ( vedi problema del testamento biologico), il processo politico farsa alle libertà individuali(vedi processo“7 aprile”), l’informazione asservita al potere. Dal punto di vista drammatico-formalista, i personaggi rappresentano classiche figure attanziali come l’eroe protagonista (il giudice), l’antagonista (il PM), i vari aiutanti (Difesa, teste, cancelliere, giuria), l’istanza narrante di tipo espressionista (giornalista, medium), classificate secondo i diagrammi di Propp. Possiamo inoltre considerare tale componimento di natura espressionista nella messa in scena e tendente al teatro epico nella drammaturgia, in quanto le linee rappresentate nella geometria dello spazio scenico sono sghembe e “deformate”, i costumi e gli accessori scenici sono “esagerati”, in scala superiore rispetto alla realtà, inoltre l’impianto drammaturgico è di natura paradossale pur utilizzando terminologie e narrazione riferite alla realtà.
Cataloghiamo l’opera come “teatro epico”, in quanto oltre ad essere di natura satirica fortemente politica, assume anche quella rappresentazione didattica nel modo di “informare” lo spettatore e di stabilire un rapporto attivo visione-rappresentazione insinuante e metodico. Gli spunti artistici provengono oltre che dall’espressionismo, anche dal teatro Nō (vedi caratteristiche del teatro Nō), nella parte recitativa in versi, nella presentazione della scena iniziale, ed in tutte le entrate dei personaggi, che percorrono in modo performativo quasi tutto l’arco scenico.

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