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L'ORA DELLA LASAGNA - "Acquadolce"
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mostra di pittura di Michela Sansone e Serena Capasso

L’ORA DELLA LASAGNA

27 maggio 2006

L’Associazione Acquadolce che promuove e sostiene la Bottega del Commercio Equo e Solidale di Nettuno, presnta la I Mostra di Pittura tutta al femminile “L’ORA DELLA LASAGNA” che si terrà presso La Bottega in via XXIV Maggio, 27 dal 28 maggio a 3 giugno c.a..Questa iniziativa è finalizzata alla costruzione, organizzazione e pubblicizazzione di quelle piccole esperienze creative che non sempre sono conosciute e valorizzate nel panorama delle attività culturali locali.
L’esperienza di due giovani artiste spinte dalla voglia, dal bisogno e dall’impegno sociale nel “fabbricare arte” e renderla fruibile fuori dalle mura della convenzionalità e nello stesso tempo, veicolo di una conoscenza culturale e sociale più aperta al mondo, al modo di vivere di altre realtà sociali e culturali di cui percepiamo l’esistenza soltanto attraversagli oggetti, i prodotti, i lavori che si trovano sul mercato, quelli dei popoli del sud del mondo. Ogni oggetto, ogni prodotto, ogni lavoro scaturisce da una cultura millenaria, da una conoscenza che si fonda sul rispetto della dignità della persona, sul rispetto dell’ambiente, un progetto di vita che non sia subordinato al potere del mercato, che non dia adito allo sfruttamento dei più deboli, ma dia a tutti pari dignità e pari diritti. Tutto questo noi lo riassumiamo in due parole: equità e solidarietà.
Michela e Serena, studentesse del Liceo Artistico di Latina, hanno dato vita ad un progetto di studio, un percorso di ricerca personale e collettivo, volto ad esprimere la loro capacità creativa, i loro dubbi, i loro bisogni, la loro voce, come tanti altri giovani che forse non hanno la possibilità di farlo. L’Associazione Acqudolce intende prestarsi come veicolo, come motore oer una spinta a costruire, organizzare la loro attività, la loro preparazione, le loro aspirazioni, le loro utopie, che poi sono anche le nostre.

Parlando di “arte moderna”la gente pensa per lo più ad un tipo d’arte che ha rotto completamente con le tradizioni del passato e tenta di fare cose che mai prima un artista avrebbe sognato di fare. Ma l’arte moderna non meno dell’antica nasce in risposta a certi problemi ben determinati. Da quando la Bauhaus di Dessau, scuola di architettura fondata dal tedesco Walter Gropius, poi chiusa e abolita dai nazisti, fu costruita per dimostrare che arte e tecnica non devono necessariamente restare estranee l’una all’altra, ma ciascuna poteva beneficiare dell’altra, forme e schemi cromatici sviluppati un secolo fa dai più pazzi tra i ribelli ultramoderni sono diventati prodotti comuni all’arte applicata e quando li incontriamo sui cartelloni pubblicitari, sulle riviste, sui tessuti, ci sembrano perfettamente normali. Si può perfino dire che l’arte moderna è diventata il banco di prova per nuove combinazioni di forme e schemi. Ma su che cosa un pittore deve sperimentare e perché non dovrebbe mettersi di fronte alla natura e dipingerla quanto meglio lo consente la sua abilità? Oggi abbiamo capito che non è possibile separare nettamente ciò che vediamo da ciò che sappiamo. Con una certa disciplina ed un certo spirito di osservazione possiamo scoprire per conto nostro che ciò che chiamiamo vedere è invariabilmente colorito e plasmato dalla nostra conoscenza o opinione di ciò che vediamo.” (E.H.Gombrich)

L’ORA DELLA LASAGNA (acrilico su carta) di Michela Sansone, che da il titolo alla mostra, sperimenta la connessione che esiste tra arti e tecniche varie, per esempio tra pittura e cinematografia. Possiamo intravedere un’inquadratura, un fotogramma di una sequenza filmica propria del cinema muto o di un film neorealista. Lo stesso si può dire per VENERE BIONDA (acrilico su carta), qui la metafora cinematografica gioca un ruolo importante con questa specie di fotogramma accompagnato da didascalie, come una sorta di montaggio connotativi alla Eisenstein che si sintetizza in un’inquadratura di forte valenza semiologia.
Gli oli su tavola di legno di Serena Capasso raffigurano quasi tutti nudi di donne enigmatiche e imperturbabili ispirate al mondo femminile di Klimt: immagine che si riflette negli occhi delle sue donne così apparentemente senz’anima, ma in realtà profondissimi ed intensi. Tutti i soggetti sono fuori da un contesto sapzio-temporale, metafore di una condizione in fuga dalla realtà e dal senso formale

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