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Assalto israeliano alla Freedom Flotilla, bilancio ancora incerto

1 giugno 2010

Nella notte le teste di cuoio israeliane hanno assalito la flotta di attivisti in rotta verso Gaza con un carico di aiuti umanitari. Sarebbero 19 i morti e alcune decine i feriti. Le navi sono state dirottate verso il porto di Haifa, nel nord di Israele. La Turchia protesta ufficialmente. L’Unione europea chiede un’inchiesta e l’apertura «immediata e incondizionata del transito degli aiuti umanitari» verso Gaza.

Sarebbe salito a 19 morti il bilancio, ancora provvisorio, del raid israeliano contro la Freedom Flotilla che cercava di dirigersi verso Gaza.
Si moltiplicano le manifestazioni in tutto il mondo contro il governo israeliano. A Istanbul, circa diecimila persone sono scese in piazza. Ci sono cortei anche in Libano, in Giordania…Amnesty international chiede un’inchiesta indipendente.

Il ministro degli esteri Franco Frattini ha chiesto ufficialmente «spiegazioni» all’ambasciatore israeliano a Roma, mentre il sottosegretario Alfredo Mantica ha così commentato l’accaduto: «Non ho ancora elementi sufficienti per capire cosa sia successo ma la questione era nota da giorni. Questa vicenda si può classificare come una voluta provocazione: aveva un fine preciso, politico. Possiamo discutere sulla reazione israeliana – osserva – ma pensare che tutto avvenisse senza una reazione di una qualche natura era una dilettantesca interpretazione di chi ha provocato questa vicenda. Credo che in operazioni di guerra così delicate queste azioni spettacolari servano solo a peggiorare la situazione e a rendere ancora più impraticabile la strada del dialogo. Mi pare – prosegue Mantica – che sia in atto una voluta provocazione per vedere fino a che punto Israele reagisce. Poi, sul merito della reazione israeliana, non do giudizi perché ancora non conosco bene i fatti ma sperare che Israele non reagisse era un’illusione. Il principio della rappresaglia israeliana – conclude – è un principio conosciuto nel mondo».
«I cittadini italiani a bordo della Freedom Flotilla sono ‘spariti’ a tutti gli effetti»: è la denuncia dei familiari di Angela lano su Infopal, l’agenzia di stampa online diretta dalla giornalista. «Malgrado le varie agenzie di stampa ripetano che gli italiani sequestrati dalle autorità israeliane ‘stanno bene’, la famiglia di Angela Lano informa che la Farnesina e l’ambasciata d’Italia in Israele non sono in possesso di informazioni al riguardo».

Ehud Barak, ministro israeliano della difesa e leader del partito laburista, ha invece accusato gli attivisti e gli organizzatori della Freedom Flotilla. In una conferenza stampa, Barak ha detto che sono loro i responsabili degli atti che hanno causato la morte di almeno 15, e forse 19, persone a bordo delle navi assalite questa mattina dai commandos israeliani. Secondo il capo di stato maggiore Gabi Askenazi, inoltre, i commandos avrebbero «reagito» all’assalto violento di alcuni attivisti. Danny Ayalon, vice di Barak, è andato oltre e ha accusato gli attivisti di essere legati ad Al Qaida.

Svezia, Francia e Spagna, intanto, hanno convocato gli ambasciatori israeliani per inoltrare proteste ufficiali sul comportamento dei commandos e chiedere spiegazioni sulla decisione di assalire le navi della Freedom Flotilla ancora in acque internazionali. Il governo turco ha protestato ufficialmente per un attacco definito «inaccettabile». L’ambasciatore israeliano ad Ankara è stato convocato per chiarimenti e il vice-premier Bulent Airnc ha convocato una riunione di emergenza ad Ankara a cui partecipano tra l’altro il ministro dell’Interno, il comandante della Marina e il capo delle operazioni dell’esercito.
L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, attraverso uno dei suoi portavoce, ha chiesto a nome dell’Unione europea che sia aperta una inchiesta completa per far luce sulle circostanze dell’attacco alla flotta pacifista diretta a Gaza. La Ashton ha chiesto inoltre un’apertura immediata e incondizionale del transito di aiuti umanitari, beni e persone da e verso Gaza.
Dura reazione anche dall’Alto commissariato Onu per i diritti umani: «Sono scioccata da quanto accaduto» ha detto il commissario delle Nazioni unite Navy Pillay. Tre giorni di lutto in Cisgiordania.

L’azione della marina israeliana nella notte contro il convoglio Freedom Flotilla che si stava dirigendo verso la Striscia per forzare il blocco e portare aiuti umanitari. I militari hanno sparato, le vittime sono almeno 19, ma il bilancio potrebbe salire. Il governo israeliano fa calare la censura militare sul numero delle vittime. Secondo i volontari internazionali, l’assalto è avvenuto in acque internazionali. Il corrispondente da Gerusalemme ha ricordato che mai, nelle passate missioni pacifiste condotte con navi, era stato possibile per i pacifisti entrare nelle acque territoriali di Gaza – controllate dalla marina israeliana, che li aveva sempre bloccati prima, senza tuttavia arrivare a questo livello di scontro. Hamas, il movimento islamista palestinese che controlla la Striscia di Gaza, ha lanciato un appello a elevare la protesta contro il comportamento del governo e della marina militare israeliani. A Istanbul il consolato israeliano è stato assalito nella notte dagli attivisti dei molti movimenti turchi che avevano contribuito all’organizzazione della Flotilla verso Gaza.

Il comunicato partito dalle navi della Flotilla dice: «Nel cuore della notte, commandos israeliani hanno abbordato la nave passeggeri turca Mavi Marmara sparandole contro. Israele ha dichiarato che sta entrando in possesso delle imbarcazioni. Lo streaming video mostra i soldati israeliani che sparano a civili, e il nostro ultimo messaggio spot diceva: ‘aiutateci, siamo stati abbordati dagli israeliani’», continua la nota. «La coalizione formata dal Free Gaza Movement (fg), European Campaign to end the siege of Gaza (Ecesg), Insani Yardim vakfi (ihh), Perdana global peace organisation , Ship to Gaza Greece, Ship to Gaza Sweden, e International committee to lift the siege on Gaza lancia un appello alla comunità internazionale per chiedere a Israele di fermare questo brutale attacco contro civili che stavano tentando di portare aiuti di vitale importanza ai palestinesi imprigionati a Gaza e di consentire alle navi di continuare il loro cammino. L’attacco è avvenuto in acque internazionali, a 75 miglia al largo della costa di Israele, in violazione del diritto internazionale», aggiunge il comunicato, inviato nei concitati momenti dell’assalto, di cui è stata data notizia attorno alle 7,30 dalla tv di Hamas dalla Striscia di Gaza.
Il governo israeliano aveva cercato di bloccare la diffusione di notizie sulla Freedom Flotilla, preparando anche azioni di jamming delle comunicazioni dalle navi coinvolte verso il resto del mondo. L’azione non è riuscita.

Sulla Freedom Flotilla in rotta verso Gaza oltre a più di trenta parlamentari provenienti da diversi paesi, sono imbarcate molte personalità statunitensi.Tra gli americani a bordo, la cui presenza irrita moltissimo il governo israeliano vi sono: l’ambasciatore Edward Peck, Vice Presidente della Task Force della Casa Bianca sul Terrorismo durante l’amministrazione Reagan, già a capo della missione americana in Iraq e Mauritania; Joe Meadors, sopravvissuto all’attacco di Israele nel 1967 alla nave militare USA, la USS Liberty, in cui persero la vita 34 soldati americani. Una delle navi della flotta pacifista ha preso il nome da quella nave; Heidy Epstein, sopravvissuta all’Olocausto nazista, autrice del libro «Ricordare non è abbastanza»; Ann Wright, veterana della U.s. Army con alle spalle 26 anni di carriera, in pensione come Colonnello ed ex diplomatica Usa, dimessosi nel marzo 2003 in opposizione all’invasione dell’ Iraq, ha appena scritto l’articolo «The Audacity of the Free Gaza Flotilla: Breaking the Israeli Siege of Gaza May Lead to an Attack at Sea, Detention Camps and Deportation». Lo sceicco arabo-israeliano Raed Salah, leader del Movimento Islamico in Israele, sarebbe rimasto gravemente ferito nell’assalto. A bordo delle navi della flotta umanitaria c’erano anche due deputate tedesche della Linke, Annette Groth e Inge Hoeger, di cui al momento non si hanno notizie.

La Farnesina ha reso noti i nomi degli italiani a bordo: si tratterebbe della giornalista torinese del portare informativo InfoPal Angela Lano, insieme al cantante Joe Fallisi, al regista e reporter Manolo Luppichini, e al freelance Manuele Zani. A bordo sarebbero presenti anche Tamim Abdel Jaber e Munim Qaraqedue, cittadini palestinesi residenti nel nostro paese e membri della onlus ‘Abspp’. Sembra invece confermato che non siano sulle navi l’ex senatore comunista Fernando Rossi e Monia Benini, del movimento politico ‘Per il Bene Comune’, bloccati venerdì scorso dalle autorità greco-cipriote. Non è chiaro se tra gli italiani vi fosse anche Angelo Stefanini, medico bolognese che lavora a Gerusalemme.

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