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Sull’Arsenico nell’acqua, chiarimenti dal Comitato Acquapubblica Anzio-Nettuno - "Acquadolce"
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Sull’Arsenico nell’acqua, chiarimenti dal Comitato Acquapubblica Anzio-Nettuno

9 dicembre 2010

Sull’arsenico nell’acqua le istituzioni locali e nazionali latitano, gli organi di controllo sanitario sono confusi e i gestori danno notizie contraddittorie. Giusto per fare un po’ di luce nelle tenebre della disinformazione “istituzionale” e non, chiariamo alcuni concetti che ci sembrano fondamentali per una corretta presa di coscienza della situazione.

E’ da sottolineare prima di tutto che lo Stato italiano con il D.Lgs n. 31/2001 afferma che “le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite. Per quanto concerne le deroghe, la concessione di una prima o una seconda deroga (entrambe della durata massima di tre anni) rientra nelle responsabilità dello Stato italiano, tali deroghe vengono rilasciate dal Ministero della sanità con decreto da adottare di concerto con il Ministero dell’ambiente su motivata richiesta della Regione. Una terza deroga può essere concessa solamente dalla Commissione Europea, e solamente nel caso che, per circostanze eccezionali, non sia stato possibile dare completa attuazione ai provvedimenti necessari per ripristinare la qualità dell’acqua. Poi la Direttiva europea 98/83/CE, recepita nei D.lgs. 31/2001 e D.lgs. 152/2006, dice chiaramente che “le informazioni e raccomandazioni fornite alla popolazione fanno parte integrante del provvedimento di deroga” e “Il gestore del servizio idrico integrato assicura l’informazione agli utenti, cosa che Acqualatina non ha fatto o ha fatto in modo scorretto.

Le prime due deroghe al parametro arsenico concesse dall’Italia per i Comuni di Aprilia, Cisterna di Latina, Cori, Latina, Pontinia, Priverno, Sabaudia, Sermoneta, Sezze, nonché nei comuni di Anzio e Nettuno della provincia di Roma, ma appartenenti all’ATO4, avevano validità fino al 31/12/2009.
Il 28 ottobre 2010 la Commissione Europea si è espressa sulla deroga richiesta dall’Italia ai sensi della direttiva 98/83/CE del Consiglio concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano”), non concedendo le deroghe al parametro arsenico richieste dall’Italia. Per la provincia di Latina, non vengono quindi concesse deroghe ai Comuni di Aprilia, Cisterna di Latina, Cori, Latina, Pontinia, Priverno, Sabaudia, Sermoneta, Sezze, nonché nei Comuni di Anzio e Nettuno della provincia di Roma ma appartenenti all’ATO4. Tale decisione obbliga lo stato italiano ad applicarla in tutte le sue parti. Pertanto il mancato rinnovo delle deroghe è diffusamente noto almeno dal 18 novembre 2010. Il 18 novembre il dipartimento istituzionale e territorio della Regione Lazio ha inviato la nota ad alcuni Comuni, ai gestori dei sistemi idrici integrati (tra cui Acqualatina Spa), alle amministrazioni provinciali (tra cui la Provincia di Latina), alle Autorità d’Ambito (anche quella dell’ATO4) e alle ASL (tra cui quella di Latina e quella di RMH competente per Anzio e Nettuno, dove vengono date indicazioni e interpretazioni rispetto alla situazione delle deroghe. Nella stessa comunicazione la Regione Lazio scrive: “Invece, per il parametro arsenico, la richiesta di deroga dell’Italia non è stata accolta per il valore di 50 microgrammi/litro; pertanto, potranno essere autorizzate deroghe per valori fino a 20 microgrammi/litro”. Tale affermazione è inesatta e ha creato indubbiamente confusione, inducendo un’inerzia delle amministrazione comunali tra cui i comuni di Anzio e Nettuno, i quali fino ad adesso non hanno emesso alcuna ordinanza di potabilità nonostante sia Acqualatina spa, che la Segreteria Tecnica Operativa dell’ATO4, che l’ARPA di Latina hanno dichiarato dati del parametro arsenico molto superiore al limite di 10 μg/L.!!!

A questo punto bisogna evidenziare che eventuali ulteriori deroghe per poter essere concesse, devono prima essere richieste e valutate dalla Commissione Europea, questa procedura necessita di tempi a volte molto lunghi, per cui è fuorviante parlare di deroghe ulteriori come una soluzione di “routine”. Pertanto fino a questo momento il limite obbligatorio fissato per l’arsenico contenuto nell’acqua potabile è di 10μg/l come dichiarato dalla Commissione europea. Per precisare, la Commissione europea ha concesso una deroga a 20 μg/l di arsenico solo a otto comuni fuori dal Lazio, mentre una deroga riguardante il parametro fluoruro per un valore massimo di 2,5 mg/L è stata concessa per il Comune di Aprilia – zona Campoleone. Mentre per i comuni di Anzio e Nettuno in data 3 dicembre 2010 veniva diffusa una nota stampa ad opera del gestore Acqualatina, che riportava come valori consentiti dalla comunità europea 20 μg/l per l’arsenico in luogo dei 10 μg/l effettivamente fissati dalla legge.

Questo comitato non vuole alimentare inutili allarmismi ma pretende che non siano pubblicate inesattezze fuorvianti che aggiungono confusione ad una situazione già poco chiara per la cittadinanza.
Chiediamo a gran voce alle due Amministrazioni comunali di Anzio e Nettuno di dare velocemente inizio ad un percorso pubblico e partecipato di informazione e di approfondimento sul tema acqua anche se dobbiamo rilevare che alle nostre richieste di incontro, fino a questo momento, non è giunta alcuna risposta. In ogni caso il Comitato, per evitare strumentalizzazioni o false notizie da parte del gestore del S.I.I. si sta facendo carico di effettuare le analisi sulla potabilità dell’acqua nei due comuni, auspicando che anche le rispettive Amministrazioni facciano passi in questa direzione, senza aspettare le note stampa falsamente rassicuranti di Acqualatina S.p.a.

Il Comitato Acquapubblica Anzio-Nettuno

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