Giovedì 20 maggio p.v. verranno finalmente consegnate ufficialmente al Sindaco Alessio Chiavetta le firme raccolte per la presentazione della delibera di iniziativa popolare che dovrà essere discussa in Consiglio comunale.
“Il referendum sul’acqua rimette al centro dell’attenzione grandi questioni che riguardano il nostro futuro” spiega Stefano Rodotà, già Garante per la privacy Stefano Rodotà, giurista e già presidente dell’Autorità garante per la privacy, ha partecipato alla stesura dei tre quesiti referendari per l’acqua pubblica. Un impegno personale, e un sostegno, che spiega con semplicità: “L’accesso all’acqua, come alla conoscenza, sono beni cui fa riferimento la collettività, sono fatti di vita quotidiana delle persone, che richiedono una nuova idea di proprietà -spiega-. Non è pubblico né privato ciò di cui stiamo parlando”. Il fine settimana del 24 e 25 aprile è iniziata la raccolta delle 500mila firme necessarie per presentare i 3 quesiti, il cui obiettivo è stoppare gli effetti del decreto “Ronchi”, che impone di affidare a soggetti privati la gestione del servizio idrico integrato. Il 21 luglio le firme dovranno essere consegnate alla Corte di Cassazione (info su www.acquabenecomune.org).
Inervento di Fiorenzo Testa, fondatore e responsabile dell’’Associazione Acquadolce, portavoce del Comitato Acquapubblica Anzio-Nettuno, all’Assemblea cittadina organizzata giovedì 6 maggio 2010, dalle ore 18,00 presso la Sala Consiliare del Comune di Nettuno
Intervento congiunto Ass. Acquadolce- Ass. I grilli scardusi. all’assemblea pubblica di giovedì 14 gennaio 2010 sul tema "ACQUA NON MERCE" tenutasi presso la Sala consiliare del Comune di Nettuno, organizzata dal Comitato Acqua Pubblica Anzio-Nettuno.
Alex Zanotelli [26 Agosto 2008]
Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell’Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del Pd, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. (Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on. Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!)
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Acqua bene comune non merce
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